Un giorno a Nuova Delhi

Missione New Delhi, abbiamo poche ore per fare tutte le cose che sono in programma. Delhi è una città molto calda, affollata ed inquinata in genere preferisco soffermarmi il giusto tempo necessario per poi ripartire verso le pendici Himalayane; dove mi aspettano nuove e tanto attese avventure yogiche.

 

Iniziare l’avventura sintonizziamoci sulla giusta frequenza.

Per prima cosa andiamo a farci benedire. La prima cosa da fare non appena arrivati, sistemati e riposati quanto basta, è andare a fare una piccola puja (rituale) al mandir del quartiere, a seguire il primo chai di una lunga serie. Il chai è il famosissimo tè indiano, in genere fatto con tè nero, latte, moltissimo zucchero e spezie: chiodi di garofano, cardamomo, cannella. Ci sono anche altre versioni più o meno speziate, ad ogni modo il chai è qualcosa a cui non si può prescindere è come per noi bere il caffè al bar. I chai walla o chai shop, li vendono a 10 rupie, nei bar e ristoranti siamo intorno alle 20 rupie; Il chai rincuora e sdrammatizza nelle situazioni più complicate, addolcisce la contrattazione ci aiuta a socializzare: è incredibile la magia che si può trovare dentro ad un bicchierino di tè col latte.

Paharganj
Paharganj, ghetto turistico che ci accoglie caotico e sporco come ogni anno, galoppa nel suo ritmo.  Qui i viaggiatori vanno e vengono e non è raro incontrare facce conosciute, compagni di disavventure con cui riconciliarsi. Allora il caos sembra meno ingombrante e tutto meno distante, mentre i sensi sono occupati a metabolizzare l’incredibile quantità di informazioni che ti stanno investendo.

La prima volta che sono arrivata in questo quartiere ero con Massimo, compagno di vita e di viaggio. Erano le 5 del mattino, avevano perso alcuni dei nostri bagagli all’aeroporto e Paharganj conserva lo stesso scenario post atomico di allora. Persone che dormono per strada, cani, mucche, aquile reali che volteggiano in aria. Nel 2011 fu stabilito che la strada del bazar era troppo stretta ed illegale, quindi per ripristinare i parametri di sicurezza e l’ampiezza della strada, a tutti gli edifici erano state abbattute le facciate. Alcuni alberghi funzionavano e accoglievano i clienti nonostante fossero un cantiere aperto e i lavoratori vi dormissero dove e come capitava, i negozianti continuavano ad usare le stanze  senza mura che letteralmente si “aprivano” sulla strada come se nulla fosse successo. Da allora i palazzi sono stati ricostruiti velocemente, i prezzi degli hotel sono triplicati e tutto ha ripreso col solito ritmo incessante.

La giornata comincia presto qui: temperatura 33°C, percepita 40° per via della percentuale di umidità nell’aria. C’è di tutto intorno: negozi di ogni tipo, friggitorie a cielo aperto, gioielli, suppellettili, vestiti e borse, cani, mucche. I negozianti ti chiamano e ti salutano: “Madame please come into my shop!”

Ok, puja fatta, chai e chiacchiere fatte. Andiamo da Fabindia. Prendiamo un tuc tuc il famosissimo ape Piaggio taxi, giallo e nero, col motore a due tempi. Inizia il solito duello col tassista, chiediamo il prezzo in Hindi: “Kitne rupia hen, Bhai sahab?” La situazione può essere teatrale, dopo un pò snervante. Il primo ci spara 100 rupie, non diciamo niente semplicemenete giriamo i tacchi e chiedimao ad un altro che era proprio lì accanto e la nuova contrattazione parte già con un prezzo più basso. Va bene, 50 Inr aggiudicato! Via verso Connaught Place.

Connaught place, inner circle

Connaught place, inner circle

Nei blocchi ad anello di Connaught place ci sono negozi, ristoranti e librerie. Al centro c’è un grande giardino dove poter frescheggiare al tramonto e i grossi pipistrelli iniziano a volare in aria con gli ultimi aquiloni della sera. Sembra quasi una città europea ed è qui nell’ inner circle che il 21 giugno scorso, circa 10’000 persone hanno partecipato alla giornata mondiale dello yoga.

Arriviamo da Fabindia ed inizio a perdermi tra i colori e le stoffe. Mi compro un completo da maharani: Tunica con manica a tre quarti color prugna in misto seta e cotone con rifiniture dorate, pantaloni simil ali baba chiamati salwar abbinati in cotone, ampi e freschi, estremamente comodi; perfetti per i lunghi viaggi in bus che mi aspettano. concludo gli acquisti con una dupatta di cotone ampia, conle stese tonalità tendenti al bordeaux. Stiamo già andando oltre i 15 kg di partenza dello zaino ed è solo l’inizio.
Il personale è un po svogliato, non proprio amichevole e non verrà facilmente ad aiutarti e a consigliarti fra i vari capi di abbigliamento; diciamo che dovrai essere pronto a districarti tra taglie e modelli soltanto con qualche piccolo indizio.

Fabindia, Connauht Place

Fabindia, Connauht Place

Dopo lo shopping andiamo a mangiare da Sagar Ratna, ottimo ristorante con pietanze tipiche del south India. Opto per uno squisito Idli e Masala dosa, sweet lassi (yogurt e zucchero) e il mio dolce preferito, un dolce al cucchiaio con zafferano, mandorle e semolino rava kesari. L’Idli è un piatto delizioso della cucina del sud, consumato principalmente a colazione,  sono polpettine di riso fermentato, servito con sambar, brodo piccante di verdure e chutney al cocco. Mentre i dosa sono delle sottili e croccanti crepes, fatte con farina di lenticchie; le mie preferite sono ripiene con patate e piselli speziati. Una bontà.
Ci resta giusto il tempo per gli ultimi acquisti: saponi e saponette vari, prenotiamo l’autobus per il giorno dopo alla reception dell’hotel; il viaggio durerà 18 ore.

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