Mayoga torna in India: La ricetta per una casa da 15 kg

Avete mai avuto la sensazione di partire per un viaggio che in realtà non ha un inizio preciso e mai si è concluso veramente? ebbene il ritorno in India dopo circa due anni mi fa quest’effetto. Non è un conto in sospeso, non è un paese che non conosco è semplicemente il continuo di un viaggio intrapreso tanto tempo fa, quando ancora restavo affascinata dalle stoffe, i colori delle foto, i suoni, i libri e questo suo mistero magnetico misto a polvere, caldo e clacson che continua ad attirarmi a sé irresistibilmente.

leh

Leh ladakh

Sono arrivata in India la prima volta nel 2011, subito dopo la mia laurea, con l’idea di stare 3 mesi; sono tornata in Italia dopo 9 mesi e un amore indissolubile per lo yoga e l’Asia. Partita da Firenze con una vaga idea di ciò che realmente sarebbe stato utile in viaggio ho riempito lo zaino con molte cose estremamente superflue, che ho poi disseminato qua e là per il subcontinente indiano. Con il tempo mi sono perfezionata e spesso pur di non portare peso vorrei solo avere con me il passaporto, perchè in fondo, salvo alcune eccezioni, lo so che laggiù trovo sempre tutto quello che mi serve.

Mayoga torna in India : La ricetta per una casa da 15 kg

Una super-easy ricetta per l’ India’s backpack del 2017:

  • Per prima cosa dobbiamo conoscere il clima del posto dove si va: In questo viaggio ho due fattori che giocano a mio vantaggio, la durata del soggiorno e tornare in posti già visitati in precedenza. Ciò significa che non dovrò per forza pensare ad uno zaino quattro stagioni, dove includere dallo scarpone da trekking alla maschera per lo snorkeling. Mi muoverò soprattutto a nord, consapevole del fatto che arriverò nel pieno del  monsone indiano, in una delle zone più piovose dell’India e quindi suppongo del mondo. Damn it! La cosa più importante da avere in viaggio è un piccolo kit di medicine. Mi curo da più di venti anni con medicine omeopatiche, naturali e oltre ad un antibiotico generico, garze e disinfettanti, che bisogna sempre avere con se’, la lista dei farmaci che in genere metto in borsa è questa: tormentilla heel compresse per l’intestino,  echinacea compositum in fiale per febbri ed infiammazioni, arnica compositum come antidolorifico. A volte finiscono le prime settimane di viaggio, poi se vuoi curarti con un approccio naturale-fitoterapico e hai fortuna, puoi trovare un bravo dottore di  medicina ayurvedica  tibetana, oppure andare sul chimico senza indugio e sappi che gli indiani ci vanno giù pesante.
  • Vestiario: leggings, immancabili, in assoluto il mio capo d’abbigliamento preferito, soprattutto per lo yoga, ed alcune magliette rigorosamente a mezza manica per questione di rispetto dei costumi. Porterò un paio di longhi, teli indiani di cotone, una dupatta (sciarpa) e un kurta pijama, per un primo camuflaje non appena sbarcherò a New Delhi.  un paio di magliette a maniche lunghe, un paio di jeans ed il resto verrà comprato, e non vedo l’ora di perdermi, negli affollatissimi mercati locali e in uno dei miei negozi preferitiFabindia. Fabindia, per me è una tappa fissa, è il negozio dove vado a fare immediatamente shopping, dove posso trovare vestiti indiani, con tagli e design occidentalizzati, per poter dare meno nell’occhio e sentirmi più a mio agio nella folla e soprattutto con il caldo e l’umidità del monsone.
  • Attrezzatura: se siete intenzionati, come noi,  a  fare trekking  in Himalaya, la cosa necessita di qualche dettaglio in più e dedicherò più avanti un post solo ed esclusivamente all’attrezzatura, adatta a trekking medio impegnativi, con climi umidi e piovosi, come in questo caso.
  • Prodotti per la cura del corpo: pochi, solo il minimo indispensabile per i primi giorni.  L’India è la patria per eccellenza dei prodotti naturali, vegani, vegetali ayurvedici da 5000 anni e farò incetta immediatamente di prodotti come: Biotique, Vicco e la incredibile Chandrika soap, soltanto per nominarne alcuni.
  • Mutande: che voi ci crediate o no, questo è un items sul quale vale la pena soffermarsi. Ovviamente potete trovarle in India, ma eccetto per i negozi di Victoria’s Secret negli aeroporti delle grandi città indiane, consiglio vivamente di portarle a sufficienza da casa. Voi direte:” E’ ovvio che mi porto le mutande da casa!!” E fate bene, perchè nonostante l’India sia rinomata per la qualità delle sue stoffe, questa attenzione, nei negozi comuni, non viene riservata sempre alle mutande che sono spesso di materiali sintetici e poco traspiranti. Considerate le alte temperature prediligete cotone e fibre naturali, stoffe con le quali la nostra pelle possa respirare.
  • Intrattenimento: Avrò con me: il mio storico tappetino “Warrior mat” per lo yoga in primis, un tablet samsung su cui scrivo e accedo ad internet,  due o tre libri rigorosamente sullo yoga. Quando sono in India voglio solo pensare a quello e colgo l’occasione per una full-immersion di filosofia, sanscrito e cultura generale, soprattutto legata a natura e sacralità dei posti in cui vado ad immergermi.
  • In ultimo, tener bene a mente il ritorno: il fatto di non  arrivare in India con uno zaino già irrimediabilmente pieno zeppo (questo è il frutto dell’esperienza, dopo anni di zaini traboccanti e testardaggine) è un’ottima cosa anche per il viaggio di ritorno dove può essere riempito di regali e cose uniche, stupende ed incredibili: vestiti su misura, gioielli, strumenti musicali, profumi, libri, pietre, cristalli, prodotti di bellezza naturali, medicine ayurvediche e molti altri tesori scovati nei bazar da le mille e una notte. Lasciate spazio quindi, per poter portare a casa un pò di polvere di stelle in più.

A breve inizia questa nuova avventura indiana, stay tuned!

via della seta

Silk route, Nubra valley

 

Please follow and like us:
error

Scrivi un tuo pensiero